Cresce lo stress idrico: oltre due miliardi di esseri umani non hanno accesso all’acqua. Ma, partendo da una reale presa di coscienza e dalla consapevolezza delle proprie possibilità ciascuno di noi può fare qualcosa perché, è il caso di dirlo, ogni goccia riempia il bicchiere… riportiamo un trafiletto pubblicato sabato 15 giugno su IO donna, supplemento settimanale del Corriere della Sera, iodonna.it.

Lo scritto sintetizza significativamente attraverso i numeri una considerazione di fondo: l’acqua, bene primario che dovrebbe essere considerata pubblica e agevolmente disponibile, lo è invece sempre più in funzione delle capacità economiche e tecnologiche. Astenendoci da commenti e giudizi politici o di merito, non pertinenti allo spirito della segnalazione, ci limitiamo a far osservare quanto siano universalmente note le competenze tecniche Israeliane in materia di potabilizzazione.

Di seguito il testo:

La terra trema – NUOVA MAPPA: UN TERZO DEL MONDO E’ ASSETATO

Migliora la situazione in Cina e in India. Ma si degrada nell’Africa subsahariana e in Ucraina. Il rapporto 2013 dell’Oms aggiorna la mappa dello “stress idrico”. Ed eleva la cifra ufficiale di chi nel mondo non ha accesso all’acqua potabile a 2,4 miliardi. Aumenta il numero di impianti che veicolano acqua buona nelle case, ma anche la popolazione cresce. E paradossalmente, ci sono meno rubinetti oggi che nel XX secolo. Tra le aree critiche: il Nilo (l’Egitto la fa da padrone, rispetto a Sudan, Eritrea, Etiopia e Kenya), il Mekong (il Vietnam preleva per abitante più di Thailandia, Birmania, Laos) e Israele, gestore unico delle risorse idriche anche nei territori occupati. (P.P.)Gocce di Sollievo - Pove del Grappa