Vallesanta, immersa nella Foresta Casentinese a 750 metri di altitudine nel cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo e sulla strada che collega il Monastero di Camaldoli ed il Santuario della Verna, è una frazione dell’abitato di Corezzo, un borgo che durante i mesi invernali conta solo poche decine di abitanti, ma che in estate si risveglia arrivando ad ospitarne diverse centinaia.

Anche questo luogo ha subito il destino che, dal dopoguerra, ha accomunato numerose località di montagna: progressivo spopolamento in ragione dei mutamenti sociali dovuti al passaggio dalla civiltà agro-pastorale a quella industriale, terreni agricoli abbandonati, indebolimento del tessuto sociale.

Vallesanta - Collocazione geografica

Lo scenario che avevamo descritto nell’articolo Cohousing rurale montano e salvaguardia del territorio pubblicato in queste pagine il 14 giugno scorso: e quindi scuole dismesse e negozi chiusi, nessun servizio e, inevitabilmente, il disgregarsi della comunità locale superstite.
Fortunatamente alcune persone sensibili alla storia del territorio, inizialmente per aggregazione spontanea e successivamente dandosi una denominazione, uno statuto, un regolamento ed un progetto, hanno pensato a come fare per riportare nuovi abitanti in questa zona montana, creando stimoli ed opportunità concrete per famiglie e singoli motivati a stabilirvisi, portando nuova linfa e nuove prospettive per un futuro vivibile. Badando bene a non correre il rischio di creare un museo all’aperto o un borgo della ruralità intellettuale da salotto.

Appurata l’esistenza di un crescente interesse da parte di altre persone ecologicamente e socialmente motivate a tornare a vivere in zone ormai abbandonate e selvagge, con l’intento e la capacità di recuperare un territorio di elevato valore ambientale e paesaggistico, si sono dati da fare. E qui, giusto per non dilungarci, preferiamo ricorrere ad un’ulteriore autocitazione: Perché vivere in un ecovillaggio, articolo da noi pubblicato in questo sito il 23 giugno scorso.

Vallesanta - Borgo

Le disponibilità finanziarie erano modeste ma grazie alla Regione Toscana qualche finanziamento è arrivato. Il Decreto Regionale 51/2004 prevede infatti agevolazioni per l’attuazione di interventi nel campo di bioarchitettura e bioedilizia, concorrendo per una disponibilità complessiva di 13 milioni di Euro alla realizzazione di interventi riferiti ad organismi abitativi con caratteristiche di sostenibilità ambientale e che favoriscano le relazioni umane e sociali. La norma risale a nove anni fa, ma sappiamo come le regioni Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana siano state pioniere sotto il profilo legislativo, tant’è che la disposizione legislativa prevede persino l’autocostruzione.

Alta qualità del vivere, e politica del fare, del rimboccarsi le maniche. Di case abbandonate nei boschi non ne mancano e allora si progetta un futuro sostenibile, fatto anche per famiglie con bambini. Il progetto del Villaggio Ecologico in Vallesanta cerca quindi di realizzare un’offerta accessibile e attraente per chi è intenzionato a stabilirvisi, creandosi un’abitazione sana ed economica e occupazioni legate al territorio.

Nelle intenzioni dei suoi promotori l’ecovillaggio non sarà un’enclave isolata, ma collaborerà con persone, associazioni, enti e istituzioni a livello locale, nazionale e internazionale. A livello locale esistono già da diversi anni collaborazioni con l’Amministrazione Comunale di Chiusi della Verna, con le Pro-Loco della zona, con l’Ecomuseo del Casentino e con associazioni presenti sul territorio, nell’intento di creare sinergie utili a sostenere la qualità del vivere in una zona marginalizzata.

Particolarmente intenso è il legame con la piccola scuola di Corezzo, grazie alla quale negli anni diverse famiglie hanno deciso di insediarsi nella zona, e con la quale sono state realizzate varie iniziative di carattere culturale e ambientale. Inoltre l’arrivo recente di alcune famiglie richiamate dal progetto dell’ecovillaggio ha permesso di allontanare la minaccia di chiusura della scuola.
Il progetto è sin dall’inizio animato dall’intento di realizzare abitazioni a minimo impatto ambientale, utilizzando materiali locali, naturali, biodegradabili – legno, paglia, terra – e per quanto possibile di recupero, per ottenere case veramente ecologiche e che rispondano a criteri di alta efficienza energetica, obiettivo decisamente difficile e costoso da ottenere nelle vecchie case in pietra.
Le abitazioni saranno armoniosamente inserite nel paesaggio, quasi a confondersi in esso, ma al tempo stesso raggruppate intorno a spazi comuni finalizzati a creare una tipologia di insediamento che risponda a uno stile abitativo frutto di un approccio rispettoso dell’ambiente, della socialità, della condivisone. E dell’autocostruzione, obiettivo da realizzare nel modo più ampio possibile nel rispetto delle vigenti leggi in materia.

La vicinanza all’abitato di Corezzo è chiaramente considerata una risorsa per consentire l’integrazione con la comunità locale preesistente e per la fruizione di servizi come scuola, negozi, mezzi pubblici, ambulatorio medico.

L’inizio dei lavori è ormai prossimo e il Comitato per la realizzazione del villaggio cerca nuovi aderenti, facendo sapere che ogni nucleo familiare che intendesse aderire all’iniziativa potrà beneficiare di un contributo fino a 35.000 euro, finalizzato all’autocostruzione partecipata della propria abitazione.

Il progetto prevede la realizzazione di 14 unità abitative autonome, 8 delle quali da terminare entro giugno 2016, provviste di sala polivalente, officina ofalegnameria, lavatoio, orti comuni, frutteto. E’ prevista la gestione condivisa e responsabile dell’acqua e delle fonti energetiche.

Vallesanta - Area di progetto

 

Al fine di cautelarsi il Comitato rende noto che aderire al progetto significa prendere parte ad un percorso di costruzione di fiducia reciproca. Per tale ragione l’adesione è subordinata ad un periodo di conoscenza ed all’accettazione degli attuali aderenti. Per consentire la partecipazione al Bando tutti gli aderenti versano inoltre una quota paritaria di 15.000 Euro per nucleo famigliare, in parte investiti come partecipazione alla Cooperativa ed in parte per la realizzazione delle case, anche attraverso lo svolgimento di attività lavorative comuni.