Cresce l’impegno delle aziende vitivinicole veronesi verso le produzione integrata, il biologico, il biodinamico e la biodiversità. Nel corso dell’evento Soave Preview 2013, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Soave dal 22 al 24 maggio, è stata presentata la certificazione “Biodiversity Friend”.

Una tre giorni dedicata all’anteprima dell’annata 2013 di questo vino per raccontare ad un pubblico di buyer, importatori e giornalisti il Soave e il suo territorio. L’origine, lo stile e i valori i tre i temi principali a cui erano dedicate le singole giornate (vedi programma in allegato). Grande spazio è stato dato alla qualità biologica dei suoli della zona e sono stati organizzati percorsi sostenibili per scoprire il territorio.

Con lo scopo di valutare gli impatti ambientali delle attività agricole sulla qualità degli ecosistemi e sulla biodiversità, la World Biodiversity Association onlus ha sviluppato nel 2010 la certificazione”Biodiversity Friend”. L’obiettivo è di fornire un quadro completo delle interazioni di un prodotto o di un servizio con la diversità biologica del territorio.

La valutazione considera dodici azioni relativamente a:
– metodi a basso impatto per il controllo dei parassiti e delle malerbe,
– ricostituzione della fertilità dei suoli,
– uso razionale delle risorse idriche,
diffusione di siepi boschi e specie nettarifere,
– conservazione della biodiversità agraria,
– qualità di aria, acqua e suolo attraverso Indici di Biodiversità,
– uso di fonti rinnovabili di energia,
– riduzione delle emissioni e stoccaggio di CO2

ed altre azioni che possono avere benefici effetti sulla biodiversità. Inoltre, durante la procedura per ottenere la certificazione, vengono suggerite strategie operative per incrementare la qualità ambientale delle aree coltivate.

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Ad ogni azione corrisponde un punteggio: per ottenere la certificazione l’azienda deve raggiungere un minimo di 60 punti su 100. Per mantenerla, l’azienda si impegna a incrementare la biodiversità attraverso idonee azioni che saranno indicate dai certificatori e verificate nei controlli successivi.

Tra i promotori dell’iniziativa, Gianfranco Caoduro, Roberto Battiston, Pier Mauro Giachino, Laura Guidolin e Giuliano Lazzarin, autori dell’ articolo dal titolo: “Biodiversity indices for the assessment of air, water and soil quality of the ‘Biodiversity Friend’ certification in temperate areas” pubblicato ad aprile sulla rivista scientifica “Biodiversity Journal”. Il lavoro descrive il biomonitoraggio di aria, acqua e suolo, considerando che la diversità dei macroinvertebrati di suolo e acqua e la biodiversità delle comunità dei licheni epifiti decrescono rapidamente quando suolo, acqua e aria sono alterate da diverse cause, come inquinamento, uso di pesticidi sintetici e biologici e cattive pratiche agricole. La pubblicazione presenta in dettaglio e in anteprima i protocolli dei tre indici della certificazione “Biodiversity Friend”: l’Indice di Biodiversità Lichenica (IBL-bf), l’Indice di Biodiversità Acquatica (IBA-bf) e l’Indice di Biodiversità del Suolo (IBS-bf).

Dal 2010 ad oggi si sono certificate “Biodiversity Friend” circa 50 aziende, sia biologiche sia a produzione integrata. Molte di esse hanno già immesso sul mercato i loro prodotti col marchio “Biodiversity Friend”, che permette di mostrare ai consumatori il loro impegno nella conservazione della biodiversità. Nel 2010, “Biodiversity Friend” ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari italiano.

Molte aziende agricole e che operano nello specifico nella viticoltura sul territorio veronese hanno ottenuto tale certificazione. L’auspicio è che il numero continui ad aumentare.

Per maggiori informazioni visitate www.biodiversityfriend.org

Articolo ripreso dal sito VeronaGreen.it – autore: Mariagrazia Semprebon