Stiamo pensando ai bambini odierni, a quelli che vivono nelle nostre città. Esclusi pochi fortunati che frequentano scuole sperimentali (il Trotter a Milano, per esempio) a parte qualche sortita nei parchi, in qualche bosco o in qualche fattoria didattica, i bambini vivono rinchiusi dal mattino al pomeriggio in cubi di cemento dotati di un patetico giardino attrezzato con qualche gioco.

Credono che i polli nascano tutto petto o tutta coscia, e che i mirtilli spuntino in un guscio di plastica nera cellofanata in una serra che si chiama supermercato, insieme con gli alberi degli ombrelli. E respirano quello che respirano.

Fortunatamente, oltre alla meritoria iniziativa chiamata Piedibus e della quale spesso condividiamo sulla nostra pagina Facebook gli sviluppi, esistono scuole materne ed elementari inserite in un contesto verde.
Ma anche i nidi si stanno attrezzando: stanno nascendo gli agrinidi.

L’agrinido vero è un asilo a tutti gli effetti, che però è situato all’interno di un agriturismo. La vera differenza rispetto a un comune nido sta quindi nel tempo che si passa all’aria aperta facendo tante attività come coltivare le piante, socializzare con gli animali e imparare a conoscere i ritmi dei contadini.

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Neanche a dirlo, sono nati nel Nord Europa, in particolare in Danimarca, ed hanno conosciuto un’ampia diffusione in Svizzera. In italia, dopo una partenza in in Trentino, Veneto e Piemonte, si stanno timidamente diffondendo e sono già un centinaio le strutture private che sopperiscono alla cronica carenza di asili nido pubblici.
Possono essere considerati un’evoluzione della fattoria didattica e costituiscono ambienti educativi informali dove anche i più piccoli possono stare quotidianamente a contatto con la natura e diffondono una cultura di attenzione alla qualità della vita e alla sostenibilità ambientale. Persino i giocattoli, in un agrinido, si costruiscono con quello che si recupera dagli scarti: legno, cartone, stoffa e via di colla, forbici e fantasia!

Si mangiano i prodotti locali, che (tenerezza!) gli stessi piccolini hanno contribuito a coltivare e, nel limite delle loro pasticciose possibilità, a preparare. Si vive vicino agli animali imparando a conoscerli e a rispettarli. In un agrinido i bambini si avvicinano progressivamente all’ambiente agricolo, interagendo quotidianamente con la natura e facendo esperienza nella coltivazione delle piante e nell’allevamento. Inventano storie che recitano al Teatro nella Natura e giocano nell’agriludoteca, un posto magico dove essi stessi realizzano giochi fantastici utilizzando esclusivamente prodotti naturali reperibili in loco.

L’agrinido è sempre più esplicitamente inserito nelle attività agricole previste dai piani di sviluppo rurale regionali e sta crescendo il riconoscimento delle finalità sociali delle fattorie, sostenute nelle loro iniziative per l’educazione anche con interventi economici per adeguare gli edifici ai rigidi standard stabiliti dalle normative nazionali per i servizi destinati alla prima infanzia.

Questo significa che presso l’azienda agricola possono trovare allocazione micronidi, ma anche servizi integrativi e sperimentali per la prima infanzia e servizi di ludoteche oltre ai nidi in famiglia. Non è affatto trascurabile, inoltre, il fatto che i progetti di questo tipo aiutino aziende agricole e cascine a riciclarsi per affrontare la crisi economica in modo innovativo.

A questo punto il passo è breve: se in campagna è facile, in città non è impossibile. E non solo nelle aree verdi periferiche: Vettabbia, Parco Sud, Forlanini, Lambro, Nord, Groane, Bosco in Città per citare alcune realtà milanesi. Anche in quartieri più centrali è tecnicamente possibile, dove esistono adeguate aree dismesse che non abbisognano di particolari bonifiche dei suoli poiché vi si rilasciavano sostanze pericolose o nocive.
Un’ipotesi progettuale da non trascurare, suscettibile di dare verde, serenità, socialità e conoscenza ai più piccoli e creare opportunità di lavoro. Senza dimenticare che in un contesto di cohousing, sia esso urbano oppure di campagna o montano, un agrinido ci sta benissimo.

Noi abbiamo deciso di pensarci seriamente. Questo scritto è solo un abbozzo di un’idea che stiamo sviluppando più diffusamente. Abbiamo l’opportunità di individuare strutture a costi ridotti e possediamo le necessarie capacità progettuali, organizzative e di sostegno finanziario attraverso business angels, investitori, individuazione di sostegni pubblici agevolati. Chi ha voglia di seguirci segnalandoci manifestazioni di interesse nella propria località di residenza?

Contattateci usando la pagina Contatti per inviarci le vostre segnalazioni.

Alberto C. Steiner

 

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