Iniziamo citando Nietzsche: Non vuoi oggi salire su un alto monte? L’aria è pura e puoi scorgere più mondo che mai, pur non intendendo qui disquisire se sia o meno vero che l’Unione Europea propugni una strategia mirata a costituire una Paneuropa feudale partendo dallo sfaldamento della cultura locale di un qualunque popolo europeo o del cosiddetto sentimento nazionale anche attraverso la simbolica eurocentrica: Euro, bandiera, Erasmus, passaporto, Inno alla gioia di Beethoven eletto ad inno europeo, passaporto, parlamento e Stati artificiali.

Né riteniamo opportuno entrare nel merito di strutture quali Alpen-Adria, AER, CCRE o del processo disintegrativo che taluni sostengono iniziato nel 1990 con la disintegrazione dell’ex-Yugoslavia e che è tuttora visibile in Germania, Belgio, Spagna, Francia e persino Italia attraverso l’ascesa dei partiti autonomisti.

No, non è nostro compito e non siamo attrezzati per parlarne con dovizia. Nè ci interessa. Desideriamo piuttosto citare il libro il Medioevo prossimo venturo che Roberto Vacca scrisse nel 1970 ipotizzando un’improvvisa regressione della civiltà umana, dovuta al blocco tecnologico e all’esplosione demografica, tali da costringere l’umanità a ritornare a forme di vita e di lotta simili a quelle medioevali.

Curiosamente, nel 1989 uscì un libro dal titolo identico: l’Autore, uno statunitense del quale non riuscimmo a ritrovare il nome, ipotizzò che a causa del depauperamento dissennato delle risorse non rinnovabili in tempi compatibili con l’esistenza umana – in ragione dell’utilizzo massiccio che le tecnologie ne avrebbero richiesto – nonché della deforestazione e dell’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, la terra non avrebbe più potuto sfamare i suoi abitanti nonostante anzi proprio in conseguenza del massiccio ricorso agli Ogm, organismi geneticamente modificati, che avrebbero definitivamente reso sterili molte specie ed improduttivo il suolo.

Le risorse alimentari si sarebbero vieppiù ridotte, diventando privilegio di pochi, le città si sarebbero trasformate in bolge infernali sempre più pericolose e sempre meno vivibili, e la campagne sarebbero state percorse da vere e proprie bande di predoni decisi ad assalire chiunque possedesse cibo, qualunque esso fosse.

L’umanità avrebbe dovuto fare i conti con una delle più ataviche fra le paure: la fame.

L’ignoto Autore ipotizzava altresì due fenomeni che si stanno puntualmente verificando: lo scioglimento progressivo dei ghiacciai e l’innalzamento del livello degli oceani, rendendo inabitabili non solo città costiere, ma anche insediamenti lontani dal mare sino ad altitudini non trascurabili: per quanto riguarda l’Italia, secondo tale previsione non solamente città come Genova, Napoli, Palermo e Venezia avrebbero cessato di esistere, ma anche Firenze, Milano, Pavia, Rovigo. La sicurezza avrebbe potuto essere conseguita a partire dai 600 metri di altitudine.

Gli esseri umani avrebbero avuto un’unica possibilità di sopravvivenza: riunirsi in piccoli insediamenti autosufficienti sotto il profilo energetico ed alimentare, sfruttando le risorse del territorio ed acquisendo la capacità di difendersi da eventuali attacchi.

Condivisione, cohousing, rispetto del territorio, utilizzo selettivo e responsabile delle risorse: in pratica ci stiamo arrivando, mentre le difficoltà economiche ci costringono a rivedere la scala dei bisogni reali o presunti, e la decrescita alla quale volenti o nolenti siamo costretti può contribuire a riqualificare i rapporti tra le persone.

Tutto questo non potrà, a nostro avviso, prescindere dalla chiave, non solo di lettura: quel piccoli insediamenti autosufficienti di cui abbiamo scritto sopra, autosufficienti e – piaccia o meno – in grado di difendersi. Il feudalesimo probabilmente non avrà più i caratteri che abbiamo studiato sui libri di storia, magari sarà un Federalesimo o un Consorzianesimo, insomma un’alleanza fra borghi, villaggi, territori, comprensori.

Che, grazie alla profonda consapevolezza ed alla capacità di sentire con il cuore di quelli che immaginiamo saranno gli abitanti dei borghi, magari sorti dal recupero di insediamenti abbandonati, avrà in alta considerazione la cultura dell’accoglienza del viandante.

Ma, ci permettiamo di raccomandare, senza dimenticare Cromwell: abbiate fiducia in Dio e nel prossimo, ma tenete asciutte le polveri.

 

medioevo prossimo venturo