Cohousing agroalimentare con possibilita’ turistiche a Salsomaggiore

In una frazione del comune di Salsomaggiore Terme è disponibile la piena proprietà di un podere agricolo esteso su 7 ettari e comprendente i seguenti fabbricati:

– fabbricato in parte ad uso abitativo, in parte ad uso fienile, pollaio e barchessa;
– fabbricato da terra a tetto ad uso stalla;
– fabbricato da terra a tetto ad uso stalla;
– fabbricato da terra a tetto ad uso stalla con sala mungitura;
– fabbricato da terra a tetto ad uso stalla.

KL Cesec RAP 2014.02.06 Salsomaggiore corografia
La struttura è utilizzabile per la sua funzione originaria, eventualmente integrata in un contesto di cohousing a vocazione agroalimentare con implicazioni turistico-ricettive. Grazie all’apparato legislativo ed ai fondi regionali ed europei disponibili può essere pensata anche in funzione di fattoria didattica. Sono necessari alcuni lavori di ripristino funzionale e di messa in sicurezza relativi ad alcuni edifici e la richiesta, negoziabile a saldo e stralcio entro il 25 marzo prossimo con la banca creditrice procedente, parte da una richiesta inferiore  a 550.000 Euro.
Ha dato i natali al giurista Giandomenico Romagnosi ed ai coetanei onorevole Giorgio Almirante e cardinale Ersilio Tonini, ma Salsomaggiore è nota quasi esclusivamente per le sue terme e per le 39 edizioni della sfilata di ragazze tanto belle quanto ambiziose.

KL Cesec RAP 2014.02.06 Salsomaggiore Podere 001

Salsomaggiore, 20mila abitanti al confine tra le province di Parma e Piacenza, è un comune esteso su di una superficie di oltre 80 km collegato a Fidenza dalla SS 9 via Emilia, oltre che all’autostrada A1 ed alla rete ferroviaria nazionale.
L’antico Borgo del Sale si scoprì località termale, grazie alle sue acque salmastre salsobromoiodiche già note ai Celti ed ai Romani, solo a partire da quando, nel 1839, il medico Lorenzo Berzieri ne tentò con successo un utilizzo medicamentoso. Oggi le terme, riqualificate ad adeguate alle attuali esigenze, hanno ripreso a portare presenze sempre più numerose, in particolare provenienti dall’estero.

Sviluppo e tutela del territorio l’argomento principale all’Assemblea nazionale degli Alberghi Diffusi

Portico di Romagna, incantevole borgo situato alle pendici dell’ Appennino Tosco-Romagnolo nel comprensorio delle Foreste Casentinesi, è una località che conosciamo bene. Ieri, nell’ottocentesca cantina dell’albergo diffuso Al Vecchio Convento trasformata in sala conferenze, si è svolta la tredicesima assemblea nazionale dell’Associazione Alberghi Diffusi, che raggruppa oggi 81 realtà sparse sul territorio nazionale.

KryptosLife - Portico di Romagna

Lasciamo alle parole del presidente Giancarlo Dall’Ara la migliore e più realistica istantanea di una realtà dinamica ed in crescita nel rispetto del territorio e delle sue specificità: “Difficile sintetizzare in poche righe i risultati della nostra Assemblea Nazionale.
Dovrei dire che anche questa assemblea si è svolta in uno spirito di collaborazione che non sempre vedo altrove. Che gli alberghi diffusi crescono sia numericamente che qualitativamente. Che c’è molta voglia di fare rete, di imparare gli uni dagli altri. Che sono molte le realtà gestite da giovani, o interamente al femminile. Che c’è molta passione nei discorsi e nei progetti.
Che sono molti i progetti innovativi in cantiere, e i casi di eccellenza. E anche che è alto l’interesse che abbiamo registrato verso di noi da parte del Trade.

Kryptoslife - Assemblea Albergo Diffuso

Abbiamo cercato tutti assieme di rafforzare il nostro movimento, i legami con altre realtà che credono nello sviluppo turistico dei borghi, che credono nella sostenibilità e nella centralità della persona nel mondo dell’ospitalità.
Personalmente sono contento del livello di eccellenza registrato sul web in termini di reputazione collegata al nostro modello. Sono contento dei risultati sinora raggiunti anche in termini di visibilità.
Diciannove Regioni hanno una norma, ripresa più o meno bene dal nostro modello.
Gli alberghi presenti venivano dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Calabria, dalla Campania e dal Molise….e, da nord, da Piemonte, Lombardia e Liguria. Insomma abbiamo fatto parecchia strada, e immagino che presto saremo un centinaio.”

Nell’occasione è stato presentato, e degustato, un vino speciale, dedicato agli Alberghi Diffusi. Si chiama Memoriae.

Kryptoslife - Memoriae vino alberghi diffusi

Chi desidera vivere in cohousing un identikit del cohouser

Il cohousing è la storia di un’utopia diventata realtà.

Ha a che fare con il vivere insieme condividendo spazi e servizi con i vicini di casa: lavanderia e stireria, ludoteca, biblioteca, orto, giardino, palestra, mezzi di trasporto e chi più ne ha più ne metta pur mantenendo la privacy nel proprio appartamento.

L’idea non è così nuova per chi ha vissuto la ventata degli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, ma le neotribù attuali non sono certamente formate né da nipoti dei Figli dei Fiori né da idealisti New Age, piuttosto da un panorama eterogeneo di single giovani e meno giovani, coppie senza figli e famiglie più o meno numerose, anziani in cerca di socialità.

E non si chiamano più comune o casa collettiva ma Cohousing, che sta a significare, per l’appunto, abitare insieme in modo organizzato, vivendo in edifici pensati o recuperati per più nuclei, scegliendosi i vicini di casa.

Si abbattono i costi fissi di alcune aree perché uso e proprietà sono ripartiti su più persone, la convivenza intergene- razionale è facilitata, e sono favoriti gli scambi di vicinato.
Altro valore forte, il basso impatto: gli edifici sono pensati per consumare poco o addirittura pochissimo attraverso tecniche costruttive o ricostruttive che vanno sotto la denominazione di casa clima, casa passiva, bioarchitettura.

Abitare in cohousing vuol dire molte cose, una in particolare: ritrovarsi tra persone interessate a un modo comune di concepire la vita a partire dalla dimensione quotidiana; ogni gruppo fa storia a sè e il percorso intrapreso è sempre su misura.

KL - Terrazzo provenzale