Una nuova opportunita’ di riconversione ecologica a Berceto provincia di Parma

Berceto, inutile negarlo, occupa ormai un posto di rilievo nei nostri cuori e nei nostri progetti perché crediamo che le particolarità del suo territorio, le sue potenzialità agricole e ricettive, il fatto di trovarsi lungo la via Francigena, le sue caratteristiche ambientali ne possano fare l’obiettivo di un progetto di cohousing autosufficiente sotto gli aspetti alimentare ed energetico, legato alla tutela ambientale ed alla capacità ricettiva.

KL Cesec RAP 2014.04.23 Berceto Podere 001

In quest’ottica proponiamo la piena proprietà di un podere agricolo esteso su 9 ettari che verrà offerto in asta il 4 giugno prossimo alle ore 15:00 presso l’Ufficio Notarile Associato in piazza Corte d’Appello 3 a Parma al prezzo base di 170mila Euro.

Il podere, situato a Nord-Ovest rispetto all’abitato, è costituito da fabbricati e terreni di natura seminativo-boschiva in più corpi per un’estensione complessiva di ha 09.63.35, esclusi gli edifici, e più precisamente:

  • Un corpo costituito da fabbricati adibiti a stalla, fienile e piccolo edificio ad uso ricovero attrezziorpo con area cortilizia e appezzamento di terreno di forma irregolare confinante, oltre che con altri mappali della proprietà, con la Strada Comunale Pagazzano;
  • Un corpo comprendente appezzamenti di terreno di forma irregolare confinanti da nord in senso orario con altri mappali della proprietà e con il Rio della Giarola:
  • Un corpo comprendente un appezzamento di terreno anch’esso di forma irregolare confinante da nord in senso orario con altri mappali della proprietà;
  • Quattro corpi comprendenti appezzamenti di terreno confinanti da nord in senso orario con altri mappali della proprietà, con il Rio Cavzei, con la Strada Comunale Pagazzano, con la Strada Comunale Valle Piola e con la Strada Vicinale Lago Levato.

La superficie dei fabbricati è stimabile in mq 973 circa ed i terreni sono seminativi per 79.118 mq e boschivi per 13.395. La stalla disposta di accessori e mangiatoie è attrezzata per la stabulazione fissa di 50 bovini disposti su due corsie, il terreno e gli immobili si trovano in stato di abbandono pur essendovi un contratto agrario stipulato in data 15.09.2010 e scadente il 14.06.2016 senza necessità di disdetta in deroga all’Art. 4 della L. 302/882.

Gli immobili rientrano nella classificazione di territorio rurale con alcune limitazioni e prescrizioni, per essere in parte ricompresi in fasce di rispetto a corsi d’acqua e strade.

Sul valore della proprietà incide negativamente lo stato di abbandono e la mancanza di manutenzione delle attrezzature e dei campi, dei fossi di scolo e del bosco; per tale ragione il valore indicato da una perizia depositata il 17 settembre 2012 assumeva Euro 55.500 per i terreni e Euro 200.000 per i fabbricati, ricondotto a seguito di ulteriore verifica all’attuale base d’asta di Euro 170.000. Si ritiene che un’offerta a saldo e stralcio presso la banca creditrice abbia notevoli possibilità di essere accolta per un controvalore anche sensibilmente inferiore a quello fissato a base d’asta.

Va detto che, oltre ai fabbricati esistenti che potrebbero essere parzialmente convertiti ad uso residenziale per gli addetti alll’attività agricola e di allevamento, salvo precisa verifica presso l’Ufficio Tecnico Comunale, non vi sono terreni edificabili.

Va infine precisato che il Comune di Berceto è in regime di salvaguardia urbanistica in quanto, oltre agli strumenti urbanistici PSC e RUE approvati con delibera C.C. n.43 del 28.09.2006 e Variante C.C. n.31 del 07.07.2011 impone di attenersi anche agli strumenti urbanistici adottati con Variante PSC emanata dal Consiglio Provinciale con delibera n.106 del 21.12.2011 e Variante RUE emanata dal Consiglio Comunale con delibera n.19 del 14.07.2012.

L’utilizzo del fondo e dei fabbricati, eventualmente riconvertiti parzialmente come detto, può essere quello di fattoria didattica con componente ricettiva (agriturismo) che può garantire lavoro e reddito per una minuscola comunità di persone.

Alla proprietà in argomento possono essere vantaggiosamente accorpati il ristorante nell’abitato di Berceto ed il podere dei quali abbiamo trattato alcuni mesi fa e tuttora in corso di esperimento.

Alberto C. Steiner

KL Cesec RAP 2014.04.23 Berceto Podere 004

Crowdfunding il futuro dell’economia sostenibile finanziata in maniera solidale

Il crowdfunding è “l’etichetta” sotto la quale vengono collocati strumenti (assai diversi tra loro) finalizzati a reperire finanziamenti non erogati da una banca o da un istituto finanziario (ma da persone fisiche o altri soggetti), per lo svolgimento di una determinata attività di impresa.

In Italia, tale istituto è disciplinato dalla legge n. 221 del 17 dicembre 2012, la quale ha dettato, all’art. 25, disposizioni dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, come definite al comma 2 del medesimo art. 25.

La normativa in questione disciplina, quanto al crowdfounding, la attività di raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line ed altri interventi di sostegno per le start-up innovative, demandando alla Consob il compito di emanare un regolamento di attuazione.

Il regolamento della Consob è stato approvato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013 (pubblicata, unitamente al regolamento, nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2013) ed ha istituito il registro dei soggetti abilitati a gestire portali (on line) per la raccolta di capitali di rischio per le start-up innovative. In base a tale regolamento, il gestore del portale deve raccogliere e fornire una serie di informazioni relative al progetto (ad es.: sui rischi che l’investimento comporta, informazioni sull’emittente e sugli strumenti finanziari oggetto dell’offerta, la descrizione del progetto e del relativo business plan, informazioni sulla quota di finanziamento eventualmente già sottoscritta da investitori professionali, informazioni sui conflitti di interesse connessi all’offerta, ecc.).

Crowdfunding

Attualmente, sono solo tre i portali accreditati dalla Consob per svolgere attività di crowdfunding: unicaseed.it (portale iscritto nella sezione speciale del registro dei gestori, dedicata a banche ed altri soggetti “istituzionali” di finanziamento), assitecacrowd.com (attualmente nella fase “comung soon”) e starsup.it (portali iscritti nella sezione ordinaria del registro gestori).

E’ da notare come, a fianco di tali realtà, il panorama complessivo del crowdfunding italiano collochi anche altri portali e soggetti che svolgono attività di finanziamento alternative, pur non essendosi registrati presso la Consob.

Al di là delle differenze tra tipologie di crowdfunding, non è ancora ben chiaro se il sistema delineato dalla normativa di riferimento sia in grado di fornire un canale di finanziamento alternativo a quelli solitamente percorsi dalle start up. Certo è che il lodevole intento di trovare un modo per finanziare l’attività di impresa “dal basso” deve fare i conti con almeno tre problematiche non di poco momento.

Innanzi tutto, la scarsa conoscenza degli strumenti di crowdfunding da parte degli stessi imprenditori (la cultura della cooperazione nella attività di impresa è veramente poco diffusa, in Italia, dove, al momento è imperante la tendenza all’individualismo imprenditoriale). Certamente la diffidenza verso soggetti terzi è, poi, un ostacolo considerevole. Infine, occorre anche considerare che l’Italia si è dotata, primo tra tutti gli Stati dell’area europea, di una apposita normativa, che, pur essendo finalizzata a garantire l’investitore, non è detto che sia percepita come un trampolino di lancio da parte dei gestori dei portali registrati.

Attualmente, dunque, il crowdfounding non sembra avere vita facile, almeno nella sua fase di decollo. Rimane il fatto, però, che l’esperienza desumibile da altri Stati dovrebbe far propendere per un progressivo rafforzamento degli istituti di finanziamento sociale, almeno in futuro.

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Articolo di Filippo Maria Salvo su blogtaormina.it

 

La creazione di liquidita’ e’ la chiave dell’economia moderna

Sembra che Henry Ford, negli anni 30, avesse osservato come fosse una buona cosa il fatto che la maggior parte degli americani ignorassero come funzioni davvero il mondo bancario, perché altrimenti “avrebbero dato inizio ad una rivoluzione prima di domani mattina”.

 Il mese scorso è successo qualcosa di notevole. La Banca d’Inghilterra ha rotto il fronte compatto delle banche centrali.
In un documento intitolato “La creazione della moneta nell’economia moderna”, redatto da tre economisti del dipartimento di Analisi Monetaria della banca, hanno dichiarato in maniera inequivocabile che le convinzioni generali riguardanti le modalità con cui lavorano le banche sono sbagliate, e che invece le posizioni del tipo più eterodosso e populista, più comunemente associate a gruppi come ad esempio Occupy Wall Street, sono corrette. In questo modo, hanno di fatto gettato dalla finestra l’intera teoria alla base dell’austerità.
Per rendersi conto di quanto siano radicali le nuove posizioni della Banca d’Inghilterra, considerate il punto di vista convenzionalmente accettato, che continua ad essere alla base di tutti i rispettabili dibattiti della politica.
BankOfEnglandBuilding
La gente mette i suoi soldi in banca. Le banche prestano poi questo denaro a un certo tasso di interesse sia al consumatore finale che agli imprenditori che vogliano investire in qualche attività redditizia. E’ vero: il sistema della riserva frazionaria permette alle banche di prestare somme considerevolmente superiori a quelle che detengono nelle riserve, ed è anche vero che, se i risparmi dei correntisti non bastano, le banche possono farsi prestare altro denaro dalla banca centrale. La banca centrale può stampare tutto il denaro che vuole. Ma deve anche fare attenzione a non stamparne troppo.
Infatti, ci sentiamo spesso ripetere che questo è il motivo principale per il quale le banche centrali sono state rese indipendenti. Se i governi avessero il potere di stampare moneta, sicuramente ne metterebbero troppa in circolazione, e l’inflazione che ne risulterebbe porterebbe l’economia al caos. Istituzioni quali la Banca d’Inghilterra o la US Federal Reserve vennero create per regolare con attenzione la creazione della moneta allo scopo di prevenire l’inflazione. Ed è per questo che è loro vietato dare direttamente il denaro al governo, ad esempio comprando titoli di stato, e finanziano invece l’attività economica privata che il governo semplicemente tassa.
E’ questo che ci porta a continuare a parlare del denaro come se fosse una risorsa limitata, alla stregua della bauxite o del petrolio, a dire che “semplicemente non c’è abbastanza denaro” per finanziare lo stato sociale, a parlare dell’immoralità del debito pubblico o di una spesa pubblica che “svuota le tasche” al settore privato.
Quello che la Banca d’Inghilterra ha ammesso, questa settimana, è che niente di questo è vero. Per citare la loro stessa presentazione iniziale: “Le banche non ricevono i risparmi dai privati per poi successivamente prestarli, sono i prestiti delle banche a creare i depositi“…”In condizioni normali, la banca centrale non determina l’ammontare della moneta in circolazione, e la moneta della banca centrale non è nemmeno ‘moltiplicata’ sotto forma di prestiti e depositi”.
In altre parole, tutto ciò che pensiamo di sapere non solo è sbagliato, è arretrato. Quando le banche prestano, creano soldi. E questo è il motivo per il quale il denaro non è veramente nient’altro che un pagherò. Il ruolo della banca centrale è quello di presiedere questo ordine legale che garantisca effettivamente alle banche il diritto esclusivo alla creazione di pagherò di un certo tipo, un tipo che il governo riconoscerà come valuta legale dal fatto che sarà favorevole ad accettarli in pagamento delle tasse.
Non c’è davvero alcun limite alla quantità di denaro che una banca può creare, a patto che trovi persone che vogliano prendere in prestito quel denaro. Non rischieranno mai di finire senza soldi, per il semplice motivo che, in genere, i loro mutuatari non prenderanno mai il denaro per metterlo sotto al materasso: alla fine, tutto il denaro che una banca presta tornerà indietro in qualche modo in qualche altra banca.
Perciò, per il sistema bancario nel complesso, ogni prestito diventa semplicemente un altro deposito. Inoltre, nel caso le banche avessero bisogno di prelevare denaro dalla banca centrale, possono prenderne in prestito quanto ne vogliono; tutto ciò che fa quest’ultima è determinare il tasso di interesse, il costo del denaro, non la sua quantità.
Fin dall’inizio della recessione, le banche centrali degli USA e della Gran Bretagna hanno ridotto questo costo a quasi nulla. Infatti, attraverso l’”alleggerimento quantitativo” hanno pompato quanto più denaro potevano nelle banche, senza produrre alcun effetto inflattivo. Il significato di tutto questo è che il tetto dell’ammontare della moneta in circolazione non è dato da quanto le banche centrali siano disposte a prestare, ma da quanto denaro siano disposti a prendere in prestito governi, aziende, e cittadini ordinari.
La spesa dei governi ha il ruolo principale in tutto ciò (e il documento ammette, leggendolo con attenzione, che alla fine le banche centrali forniscono denaro ai governi).
Perciò non c’è alcuna spesa pubblica che “svuoti le tasche” al settore privatoE’ esattamente l’opposto. Perché, così all’improvviso, la Banca d’Inghilterra ammette tutto ciò? Beh, uno dei motivi è perché ovviamente è vero. Il ruolo delle banche è per la precisione quello di far andare avanti il sistema, e ultimamente il sistema non è che stia andando molto bene.
E’ probabile che la Banca d’Inghilterra decida che mantenere in vita la versione ‘fantasilandia’ dell’economia che si è rivelata così conveniente per i ricchi, sia semplicemente un lusso che non si può più permettere.
Ma, politicamente, si sta prendendo un rischio enorme. Immaginate cosa potrebbe succedere se i titolari dei mutui si rendessero conto che il denaro che la banca ha prestato loro non proviene in realtà dai risparmi di una vita di qualche pensionato parsimonioso, ma sia invece un qualcosa creato dal nulla da una bacchetta magica in loro possesso, che noi gli abbiamo consegnato.

Storicamente, la Banca d’Inghilterra tende a essere un precursore, esternando quelle che possono sembrare posizioni radicali ma che poi finiscono per diventare la nuova ordotossia. Se questo è ciò che sta accadendo, potremmo trovarci presto nella posizione di scoprire se Henry Ford aveva ragione.

royal exchange bank

Articolo ripreso dal giornale The Guardian e tradotto per Informarexresistere in Italiano da Michele Cucca (ME-MMT)

Investire a Livorno in nuove aziende legate al territorio e all’ecosostenibilita’

La sfida per il nostro Paese per tornare a crescere sicuramente passa anche nel saper riconosce, valorizzare ed investire sui punti di forza dei territori. Nella relazione globale-locale i sistemi territoriali sono allo stesso tempo “nodi della rete” e riferimento di rappresentanza ed elaborazione delle esigenze ed istanze di sviluppo e benessere per le popolazioni locali. I sistemi locali sono centro delle questioni da affrontare (sviluppo economico, occupazione, ambiente, ecc.) e frontiera di elaborazione per cercare soluzioni che diano risposta alle esigenze delle imprese e dei cittadini,

Un territorio deve saper elaborare e se necessario reinventare, ma soprattutto lavorare a qualificare i propri asset come le infrastrutture, le aree localizzative, l’innovazione, la ricerca, le eccellenze produttive, capitale umano, qualità della vita, strumenti urbanistici, semplificazione burocratica, riduzione degli oneri amministrativi, formazione professionale, attori pubblici attenti. Questo significa più che mai dare oggi una declinazione concreta alle parole programmazione economica, pianificazione territoriale e “marketing territoriale” per rendere interessante ed appetibile un sistema locale per gli investitori nazionali e stranieri e porre le condizioni per la crescita del territorio.

Nell’ambito delle politiche attivate dalla Regione Toscana, il Comune di Livorno ha avviato un percorso di valorizzazione per un migliore il posizionamento competitivo.

In particolare, è stato portato avanti un Piano di Sviluppo ed un progetto di marketing territoriale “BUILD, Business Innovation Livorno Development”, finanziato nell’ambito del POR CREO FESR 2007-2013 – Linea 5.3, lett. A, proprio con l’obiettivo di ideare progettare e diffondere politiche di marketing territoriale efficaci.Nell’impellenza delle necessità, in condizioni difficili di crisi economica globale, l’attenzione è stata posta immediatamente su cosa fare e realizzare per mettere a sistema quello che funziona (es. gli asset strategici come porto ed interporto, filiere produttive e cluster di specializzazione) con quello che è funzionale per sviluppare una realtà che in modo proattivo sia in grado di dare risposte alle esigenze dell’economia, della sostenibilità ambientale e delle persone.

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Nell’ambito del Piano Comunale di Sviluppo Economico sono state portare avanti scelte selettive e mirate lavorando su un impianto che: individua delle aree strategiche di intervento privilegiato come driver su cui andare a costruire le basi di un nuovo modello economico-produttivo locale e identifica degli assi di sviluppo come vettori che devono contribuire a qualificare il sistema locale sia per le esigenze di sviluppo economico, di gestione ambientale e per migliorare la vita sociale delle persone.

Le quattro aree strategiche di intervento definite per sostenere lo sviluppo economico sono orientate su:

  • ­ economia del mare, puntando sulla logistica e portualità, nautica, commercio, turismo, cultura, tecnologie del mare;
  • ­ green economy, che comprende energia, ambiente, chimica;
  • ­ manifatturiero, settore dove a Livorno è presente un cluster produttivo avanzato per automotive e meccanica.
  • ­ ICT e HI TECH, che significa innovazione ed engineering.

A partire dalle quattro aree, si è focalizzata l’attenzione su cinque assi trasversali per lo sviluppo, su cui puntare per qualificare e dare forza competitiva al sistema locale: semplificazione amministrativa; giovani, formazione lavoro; reti di imprese e internazionalizzazione; innovazione e trasferimento tecnologico. A questi si aggiunge un quinto asse costituito dalle aree localizzative, ambito questo che acquista specifica importanza per la riqualificazione delle aree industriali.

Sul tema si terrà a Livorno Terminal crociere un workshop dedicato “INVESTIRE A LIVORNO. Opportunità e prospettive di sviluppo economico per dare futuro al territorio” a cui saranno presentati i risultati del progetto e parteciperanno i principali attori e stakeholder dell’economia locale. Il workshop sarà un’occasione preziosa di dibattito e confronto sulle nuove opportunità e prospettive per lo sviluppo del territorio.

Testo ripreso da investintuscany.com
porto_di_livorno

Investire in Italia ritorna ad essere appetibile per le aziende innovative

Saranno operativi entro febbraio 2014 gli sconti fiscali per investimenti in start-up innovative con sede in Italia: è prevista la riduzione del 19% sull’imposta lorda, fino a un tetto di 500mila euro, per le persone fisiche e la deduzione del 20% sul reddito, fino a un tetto di 1,8 milioni di euro, per le società. Questa norma completa l’attuazione della legge (221/2012), creata per favorire lo sviluppo di startup innovative e semplificarne la gestione. Sarà dunque ancor più attraente investire nelle startup italiane.

 start up innovative
Abbiamo intervistato Alessandro Fusacchia, oggi consigliere del Ministro degli Esteri. Nel suo precedente incarico di consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico ha coordinato la task force sulle startup voluta dal Ministero. Ne è risultato il documento di indirizzo Restart, Italia! recepito in gran parte nella legge.

Perché è attrattivo investire nelle startup innovative italiane?
L’approvazione del decreto attuativo sugli incentivi fiscali completa il lavoro avviato nell’aprile 2012 dall’allora Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera e concluso a fine 2012 dal punto di vista legislativo, ma proseguito lo scorso anno con i decreti attuativi. Una parte del tempo è stata assorbita dalle verifiche di coerenza con le norme in tema di aiuti di stato e di concorrenza, livello europeo.
Con il Rapporto Restart Italia! abbiamo sperimentato una nuova metodologia per accelerare la definizione di una policy a 360°, necessaria per creare un ecosistema startup friendly.
Per farlo abbiamo utilizzato anche misure non legislative. Il Rapporto, creato da un gruppo di lavoro di 12 membri, che includeva imprenditori, venture capitalist, accademici, giornalisti e amministratori pubblici, è stato sottoposto a consultazione pubblica. Quest’attività è servita sia per fornire idee e proposte sia per creare consapevolezza. E’ stato infatti indispensabile comprendere che quello dell’innovazione attraverso le start-up non è un tema minoritario ma sentito nel paese da tanti settori e da molti opinion leader.
[ndr: ricordiamo la legge per le startup innovative, oltre alle agevolazioni fiscali per gli investimenti, prevede riduzioni degli oneri di avvio, maggior maggiore elasticità nelle assunzioni, credito di imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato, garanzie per il credito agevolato, procedure semplificare e non onerose per il fallimento]
Italia-Startup

Con l’ultimo provvedimento, il vostro lavoro è dunque concluso?
E’ importante chiarire che per attrarre investimenti dall’estero sono necessarie misure che facilitano la vita agli investitori e alle imprese, attraverso la semplificazione della burocrazia e del mercato del lavoro, la certezza del diritto e degli aspetti fiscali. L’Italia deve anche valorizzare le sue unicità: deve far leva sia sul patrimonio artistico e culturale sia sul made in Italy in senso lato, certamente agro-alimentare e moda, ma anche, ad esempio, robotica, meccanica, industria di trasformazione.
E’ nato con questi obiettivi Destinazione Italia, un piano per attrarre investimenti esteri con 50 misure puntuali, specifiche e realizzabili. Il progetto è stato presentato ad alcuni investitori internazionali e sottoposto a consultazione pubblica. In poco più di 2 mesi sono state raccolte 30mila proposte e indicate 10 priorità scelte fra le 50 misure indicate. Sette di queste sono state adottate nel decreto legge “Destinazione Italia” e sono destinate a diventare leggi dello Stato entro febbraio.
Alcuni provvedimenti non sono legislativi. E’ il caso della definizione di una struttura dell’Agenzia delle Entrate per interloquire con gli investitori internazionali e definire “tax agreement”. E’ anche prevista la possibilità per le PMI (e dunque per le startup) di emettere titoli per reperire capitali sul mercato, in pratica mini-bond con emissione semplificata e defiscalizzata.
E’ infine in via di completamento il visto start-up, un percorso agevolato per persone altamente qualificate che vogliono venire in Italia per investire o lavorare in startup o fare ricerca.
Articolo di Elisabetta Bevilacqua ripreso da investintuscany.com

Cerchiamo Compagni di Viaggio per un progetto ecosostenibile

Attraverso l’Istituto Vendite Giudiziarie del tribunale di Parma abbiamo avuto modo di interessarci di alcuni immobili situati a Berceto e a Bedonia, nella valle del fiume Taro e ne abbiamo parlato sul nostro blog Riabitare Antiche Pietre.

Trattasi in particolare di una cascina costituita da due edifici e da dieci ettari di terreno situata nella frazione Ghiare di Berceto (articolo pubblicato il 22 gennaio), di un edificio su tre piani nel centro storico di Berceto già adibito a ristorante (articolo pubblicato l’11 febbraio) e di un piccolo podere a Bedonia, località immersa nei boschi a breve distanza da Berceto, costituito da due edifici con un modesto appezzamento di terra (articolo pubblicato il 26 febbraio).

Per chi non li avesse visti, ecco di cosa si tratta (li trovate tutti nel sito ovviamente):

  • Il bel fabbricato d’epoca adibito a ristorante, situato nella Strada Romea, ovvero sul tracciato dell’antica via Francigena, ha una superficie interna di circa 300 mq ripartiti su tre livelli.
  • La cascina nella frazione di Ghiare consta di 10,381 ha di terreno agricolo ripartito su diversi mappali tra loro massimamente confinanti e di due fabbricati: quello principale sviluppato su 232,50 m2 elevati su tre piani fuori terra e quello accessorio su 132,50 su due livelli.
  • Il podere sito a Bedonia, infine, consta di un fabbricato abitativo su due livelli fuori terra sviluppato per complessivi 93 mq e di un edificio accessorio, anch’esso su due livelli, per una superficie complessiva di circa 70 mq, oltre ad un appezzamento di terreno di poco inferiore ad un ettaro.

Conosciamo Berceto per avervi realizzato, nel 2009, un complesso costituito da una fattoria didattica con attività agrituristica, ma apprezziamo le particolarità naturalistiche, gastronomiche, culturali ed energetiche del luogo, che è infatti meta di un turismo di qualità.

Cesec RAP Berceto Mappa 001 2014.01.22

Abbiamo pertanto deciso di progettare il riuso dei tre fabbricati per costituirne un’unica entità diffusa sul territorio, sfruttando le particolarità offerte dal territorio stesso in modo da creare una realtà ricettiva, produttiva e di studi, che chiameremo antropologici all’insegna del recupero di saperi, sapori e tradizioni.

Nel ristorante verranno offerti piatti della tradizione locale, certamente non rivisitata all’insegna di una improbabile nouvelle cuisine, bensì della qualità organolettica, i cui ingredienti provengano dal territorio oltre che dall’attività svolta nel podere di Ghiare.

Il ristorante sarà altresì strutturato come ristolibreria, ovvero in grado di ospitare incontri a tema legati al territorio: enogastronimia, ma anche tradizioni templari e storie di Donne di Medicina, vale a dire medicina popolare legata alle tradizioni magico-sciamaniche delle quali il luogo abbonda, erboristeria della tradizione per finalità curative ed alimentari, recupero e tutela ambientale, senza trascurare la via Francigena e tuttop quello che, cammin facendo, verrà in mente.

Gli edifici del podere verranno recuperati, nonché ampliati nella misura consentita dalle norme locali, per offrire ospitalità, ed il terreno verrà destinato a coltivazioni di nicchia che possano garantire una specificità ed un reddito: erbe aromatiche, funghi, frutti del bosco, tartufi, oltre a fiori, cortecce, radici ed altri elementi vegetali che, sotto stretta osservanza degli appositi protocolli, possano essere utilizzati per preparazioni curative e cosmetiche naturali, da affidare a terzisti dotati delle necessarie attrezzature a norma di legge e che verranno poi commercializzati con un nostro marchio.

Il piccolo podere situato a Bedonia verrà invece utilizzato, oltre che presumibilmente come orto, per ospitare seminari residenziali intensivi, ristretti ad un esiguo numero di partecipanti per massimizzare il risultato. E’ prematuro, qui, parlare dell’argomento dei seminari, basti dire che saranno assolutamente innovativi nel loro genere, e chi ci conosce può ben comprendere cosa abbiamo in mente…
Una parte del fabbricato accessorio verrà destinata ad un’attività artigianale di nicchia: una piccola stamperia dove, con metodi antichi, verranno realizzati con supporti e pigmenti naturali prodotti editoriali di assoluta raffinatezza, legati rigorosamente a mano.

podere berceto

Il recupero degli edifici avverrà utilizzando materiali e tecniche rigorosamente naturali, escludendo reti metalliche elettrosaldate e ferramenta suscettibile di rilasciare metalli pesanti. Il fabbisogno energetico sarà garantito da energia solare e da altre particolarità autosostentative, mentre a quello idrico potranno provvedere vene individuate nei terreni di proprietà. Confidiamo infine di procedere nel minor quantitativo possibile alla raccolta differenziata dei rifiuti, poiché è nostro intento procedere al riciclaggio di tutto ciò che sarà possibile.

La previsione di apertura dell’intera struttura, che potrà avvantaggiarsi di economie di scala, si situa nell’arco di 24 mesi dall’inizio dei lavori, anche se le attività inizieranno man mano che i lavori agli edifici e negli ambienti verranno terminati.

Vorremmo condividere quest’avventura, che non possiede le caratteristiche della speculazione finanziaria ma che può garantire uno stile di vita sostenibile ed un sicuro reddito, con il maggior numero di persone possibile pur sapendo che potrà dare sicurezza ad un numero limitato di lavoratori, cerchiamo Compagni di Viaggio.: chi è interessato può contattarci in privato con la form sottostante per saperne di piu’.

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Comprare casa alle aste immobiliari

Pur facendone abbondante uso, i Romani non avevano nessuna stima per chi svolgeva il mestiere di spia e, se la storia ufficiale ci racconta che i primi a disporre di servizi informativi furono i Sumeri, e quanto fondamentale fu l’apporto dell’intelligence nell’individuare i passi alpini attraverso i quali Annibale potè calare in Italia, possiamo ben immaginare come nei primi nuclei tribali fosse già indispensabile spiare le comunità rivali: per anticiparne le mosse, per conoscere se disponevano di pelli, sementi e cibo oppure per rubare il fuoco come raccontato nel film La guerra del fuoco di Jean-Jacques Annaud.

Non affermo con questo che per comprar casa alle aste, ovvero negoziare a saldo e stralcio, si debba preventivamente andare a scuola da 007. Ma è indubbio che chi pensa di partecipare ad un’unica asta ed aggiudicarsi immediatamente l’immobile ad un prezzo stratosfericamente vantaggioso ha perso in partenza.

Chiarezza d’intenti in ordine a tipologia e limite di spesa, nessuna dispersiva pulsione onnivora ma programmazione, informazione, confronto, analisi, deduzione: chi vuol fare da solo presenzi ad almeno una trentina di aste, si crei un report statistico indicando zone, cifre, tipologie immobiliari che hanno più concorrenza e che salgono pertanto maggiormente con le offerte. Solo dopo aver fatto uttto questo è possibile scegliere il proprio immobile ideale correndo i minori rischi possibili. Il tempo è denaro, si dice.

Ultimamente, frequentare le aste è come frequentare un polveroso circolo british: ci si ritrova sempre fra gli stessi, giudici, curatori ed altri professionisti, qualche volta rappresentanti dei creditori in visita pastorale. Sono gli acquirenti che mancano. E il biliardo.

immobili

Internet dei miracoli, pippo, pluto e paperino.

Non è affatto vero che visionando gli ormai innumerevoli portali che trattano di aste vi sia la possibilità di visionare tutto ciò che è assoggettato ad esecuzione. La legge prevede tuttora come pubblicità essenziale l’affissione per tre giorni agli albi tenuti presso i tribunali e, in più ed a spese della procedura, la diffusione via internet e attraverso quotidiani e periodici.

Avvertenza: i siti che trattano di aste sono numerosi ma molti sono farlocchi, non autorizzati e inattendibili soprattutto sotto gli aspetti valutativo e procedurale. Sul sito del Ministero della Giustizia è riportato l’elenco dei portali autorizzati.

Chi come me si occupa da anni di contenzioso, vede ripassare in Internet le medesime ciofeche anno dopo anno: solitamente brutture invendibili. A Milano, per fare alcuni esempi, sono almeno sette anni che si ripropongono certi bilocali di ringhiera adiacenti i viali Monza, Padova e Bligny in edifici che sono delle vere suburre, oppure certi box interrati o ancora monolocali in un complesso da un ventennio oggetto di risse, accoltellamenti, occupazioni abusive.

I bocconi migliori, e per migliori non intendo quelli prestigiosi, storici o appariscenti bensì quelli più commerciabili, non passano dal Web. Nulla di illegale o immorale in questo, intendiamoci: è la stessa dinamica che presiede al mercato ordinario, dove certi pezzi non vagano sui marciapiedi e nemmeno vengono posizionati presso gli operaotri ancorché prestigiosi, ma scambiati nei salotti. Tutto qui, ma è giusto dirlo per completezza informativa. Come in tutte le cose della vita vale la dichiarazione finale di quando giocavamo a nascondino: chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori…

Detto questo, comprare casa all’asta conviene, ma seguendo alcune accortezze e tenendo sempre ben presente che la salute del mattone è sempre più malferma anche in questo settore di mercato, come conferma l’ultima nota trimestrale dell’Agenzia delle Entrate: trend discendente in atto e aspettative negative.

Detto in cifre, -7% tra aprile e giugno 2013 rispetto al -13 precedente. Ma crollo a -9 e poi a -11 nei due trimestri successivi. A condizionare la ripresa sono i rubinetti delle banche che restano serrati impedendo l’accesso al credito e la drastica riduzione della quota di acquisto per investimento: non ci sono soldi, e quei pochi che ci sono vengono tenuti molto stretti, le disponibilità in contanti sono praticamente scomparse, così come il sostegno della rete familiare. Questa crisi, che non dimentichiamolo, si trascina dal 2008, comporta tuttavia anche altre ripercussioni: se chi vorrebbe una casa fa fatica ad acquistarla, chi ce l’ha troppo spesso se l’è vista portare via per l’impossibilità di pagare le rate del prestito.

Non sto parlando di briciole o di fatti marginali, sto parlando di dati ABI, Istat e Agenzia delle Entrate: 38.814 case nel 2011, 41.716 nel 2012 e 47.092 nell’appena trascorso 2013. E queste cifre non tengono conto di magazzini, capannoni, fabbricati industriali, turistici e alberghieri, aziende agricole.
Ma quanti sono gli immobili che vengono effettivamente venduti? 6.477 nel 2011 (16,68%) e 13.568 (32,52%) nel 2012, mentre per il 2013 i dati non sono ancora disponibili.

Poiché, nella pratica, sono molto poche le vendite che vanno a buon fine per consentire ai creditori, costituiti in primis dagli istituti bancari, di rifarsi sul credito, gli stessi sono sempre più disponibili ad accogliere offerte a saldo e stralcio. Ma andiamo con ordine.

Se un immobile viene negoziato all’asta è possibile acquistarlo risparmiando mediamente il 20 per cento rispetto al suo valore di mercato. Ma lo sconto che potrebbe beneficiare di un ulteriore 25% in caso di prima asta andata deserta. Ho potuto verificare immobili partiti da una base di 1.000.000 di Euro essere proposti a 250.000 dopo tre anni, e ancora niente.

C’è, e bisogna dirlo, che in tutto questo un ruolo niente affatto trascurabile lo giocano ancora il timore e la diffidenza degli italiani: abituati a fregarsi l’uno con l’altro, salvo frignare invocando leggi trasparenti e garantiste, che sono poi i primi a voler eludere, gli italiani temono di incappare in una fregatura in aste che considerano ancora regno di speculatori e malavitosi.

E invece le aste, se non un’immagine in real time per le ragioni che vedremo, dal 2005 sono invece il regno della trasparenza: perizia, che è parte integrante dell’ordinanza di vendita, sempre visionabile, possibilità di visionare l’immobile anche se non con le modalità di un’agenzia immobiliare, e immobile consegnato privo di qualsiasi ipoteca, pegno, trascrizione. E, giusto per non essere gesuitici, chi vuole comprare un immobile all’asta non dovrebbe fingere di non sapere che sta tentando un affare su un immobile espropriato a qualcun altro.

Per fare ulteriore chiarezza è nata nel corso del 2013 un’iniziativa encomiabile promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato e da alcune Associazioni dei consumatori, tradottasi in un agile manuale esplicativo ed operativo dal titolo Acquisto all’asta – un modo alternativo e sicuro di comprare casa, che tra i punti salienti consiglia di non dare per scontata la convenienza del prezzo, valutare i propri tempi per ottenere l’effettiva disponibilità del bene, prendere visione di tutta la ducumentazione almeno 45 giorni prima dell’asta, leggere attentamente la perizia che riporta vincoli e oneri a carico dell’acquirente. Ma soprattutto di evitare il fai da te informandosi presso i tribunali e facendosi assistere da professionisti preparati.

Sempre a cura del Notariato dovrebbe partire a breve l’iniziativa di aste telematiche; un esperimento è stato effettuato con esito positivo nel corso del 2013 e la RAN, Rete Aste Notarili, nel corso di quest’anno dovrebbe essere accessibile ai cittadini tramite gli studi dei 5.000 notai italiani ed i loro siti internet.

 

Alberto C. Steiner

Immobile a Valmozzola in Val di Taro

Tanto per cambiare, eccoci di nuovo in Val di Taro… questa volta a Valmozzola, comune che conta poco più di 500 abitanti arroccato nei boschi sulla sinistra idrografica del fiume, dov’è in vendita una casa, con ampia vista panoramica sulla valle, che si eleva su tre piani fuori terra: terreno, primo e sottotetto per una superficie complessiva di 152,43 mq oltre ad una minuscola porzione di terreno circostante.

KL Cesec RAP 2014.02.11 Valmozzola Edificio
La richiesta, trattabile con l’ente creditore, è di 82.000 Euro.

Pur vantando una storia più che millenaria, a Valmozzola non c’è… nulla. Dal 1996 nemmeno la stazione ferroviaria, soppressa in conseguenza alla modifica di tracciato tra Berceto e Solignano, che rappresenta oggi l’accesso più comodo alla rete ferroviaria. Però l’edificio è stato conservato, con tanto di binario, ed è utilizzato da una trattoria, spartana ma da urlo.

KL Cesec RAP 2014.02.11 Valmozzola Panorama

Occasione al confine sloveno casale rustico immerso nel verde

Una bella casa su tre piani di origine rurale, oggi in mediocri condizioni manutentive ma di solida struttura, ripartita su tre piani fuori terra e dotata di ampio giardino, che può essere utilizzata come residenza principale o secondaria, eventualmente abbinandovi un’attività di B&B al servizio dei numerosi escursionisti ed appassionati di pesca che frequentano la zona. Il prezzo richiesto, inferiore a 90mila euro e che può essere oggetto di ulteriore trattativa, la rendono interessante non solo per chi ama i silenzi dei paesaggi montani ma anche come tranquillo buen retiro per chi ha interessi nelle vicine Slovenia ed Austria.

363 sono gli abitanti ufficialmente censiti a Grimacco, Garmak in sloveno, comune di 363 abitanti in provincia di Udine facente parte del comprensorio della Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio, che si apre sui due versanti della valle Cosizza a 33 chilometri dal capoluogo. La sua superficie è di 16,38 km² e la sua altitudine varia dai 198 metri di Cosizza ai 987 del monte San Martino.

Grimacco Veduta

Le alture circostanti sono rappresentate dai contrafforti meridionali del monte Colovrat: Skarje, Gune, Nad Dolino, il Kuk, San Mattia, Merisca ed il territorio è percorso da una ragnatela di sentieri ben tenuti e ottimamente segnalati, che consentono numerose escursioni anche nelle vicine Slovenia ed Austria.

Nelle frazioni si possono ammirare numerosi esempi di vecchie costruzioni localmente chiamate kozolec, strutture in pietra e legno tipiche dell’architettura rurale dell’area etnica slovena adibite ad essiccatoi dei prodotti agricoli.

Sino agli anni Cinquanta del secolo scorso erano ancora attivi undici mulini costruiti in prossimità dei numerosi corsi d’acqua esistenti, ben noti agli appassionati della pesca alle trote, oggi smantellati ad accezione del settecentesco mulino di Seuza, recentemente ristrutturato nelle parti in muratura e nei manufatti per la canalizzazione delle acque.

Quasi l’80 della popolazione si dichiara appartenente alla minoranza linguistica slovena, tutelata da apposito provvedimento legislativo regionale, tant’è che nelle insegne pubbliche e nella toponomastica viene utilizzata la formulazione bilingue.
Le comunicazioni stradali sono garantite dalla SP 45 della Val Cosizza mentre per quelle ferroviarie la stazione più vicina si trova a Cividale, terminale della tratta proveniente da Udine.

Una occasione senza precedenti per un amante della natura che desiderasse stabilirsi in quella zona, per contattarci compilate i campi sottostanti.

 

Opportunità immobiliare a Barga in provincia di Lucca

Una esclusiva Kryptoslife, cari lettori. Due immobili acquistabili a prezzi estremamente vantaggiosi in una bellissima località nelle vicinanze di Lucca, famosa per la sua vocazione turistica.

Di seguito una descrizione dell’opportunità che poniamo alla Vostra attenzione. Per maggiori informazioni contattateci con la form sottostante.

Fabbricato urbano
Sito in un punto suggestivo del centro storico e composto da due unità immobiliari, l’una costituita da un piano fuori terra e l’altra da due per complessivi cinque vani. La planimetria – non in scala – allegata ne fornisce la disposizione. L’immobile, libero da cose e persone, abbisogna di alcuni lavori di recupero oltre che di una parziale regolarizzazione catastale.
Sarà posto in vendita il giorno 18 marzo prossimo ad un prezzo base di Euro 75.720.

Fabbricato rustico
Situato nella frazione Mologno, situata a Nord-Ovest rispetto al centro storico, consiste in due edifici come da immagine oltre a terreno antistante ed a 1.310 mq di vigneto.
Necessita di lavori di ripristino estetico e funzionale oltre che di una regolarizzazione catastale poiché le planimetrie non corrispondono allo stato di fatto.
Sarà posto in vendita il giorno 18 marzo prossimo ad un prezzo base di Euro 34.382.

Entrambi gli edifici illustrati possono essere utilizzati, oltre che come abitazione, per avviare un’attività ricettiva che, se di nicchia ed all’insegna della qualità, in questa località è sempre fiorente nonostante l’attuale crisi economica.

Per contattarci:

 

KL Cesec RAP 2014.01.29 Barga cartografia

Barga, the most scottish town in Italy come recita spiritosamente il sito dell’Amministrazione comunale, in quanto la città in provincia di Lucca – 10.146 abitanti censiti al 1° ottobre 2013 – è gemellata con Glasgow. Ma, a quanto risulta, anche la più fiorentina dopo Firenze per parlata e cucina.

Costituisce il centro più popoloso della media valle del fiume Serchio, nel territorio collinare situato tra la piana di Lucca e le montagne della Garfagnana, è servita da una stazione ferroviaria situata nella frazione Fornaci che collega direttamente con il non lontano aeroporto Galilei di Pisa.

KL Cesec RAP 2014.01.29 Barga veduta 003

La storia plurimillenaria di Barga vede insediamenti preistorici e, attraverso il periodo della dominazione Romana, segna tutto l’arco del medioevo per assumere particolare importanza nel periodo rinascimentale sino a quando con la costituzione del Regno d’Italia iniziò un lento declino economico che portò una considerevole parte della popolazione ad emigrare verso il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. Durante la Seconda Guerra Mondiale la città si trovò lungo la Linea Gotica vivendo direttamente le vicende del fronte. Nel dopoguerra il territorio si è industrializzato a valle favorendo un’economia mista, mentre sono diminuiti gli insediamenti più alti che non offrivano concrete possibilità di sviluppo. Di recente si sono sviluppate le attività turistiche favorite dalla storia del territorio e dalla particolare posizione, al centro di una vasta area di notevole interesse naturalistico e geologico.
I rintocchi delle campane del Duomo risalente al X Secolo ispirarono la poesia L’ora di Barga al poeta Giovanni Pascoli, che ne fece la sua città di adozione stabilendosi in una villa sul colle di Caprona, ora trasformata in museo.
Proprio nel numero in edicola questo mese il mensile Dove dedica a Barga un corposo servizio intitolato Nascondersi qui: Fuori da tutto, nella valle del Serchio, in Toscana. Ma a 110 km da Firenze e 190 da Bologna. Ci sono arrivati, in fuga, musicisti, modelle, artisti e cuochi. Un paese web tutto taggato dove stare un weekend. O una vita. Protagonisti del reportage i luoghi e i personaggi che in qualche modo sono legati a Barga, definita “laboratorio del cambiar vita”, un luogo dove trovare grandi stimoli, buon cibo, bei paesaggi.