Ciascuna iniziativa di cohousing possiede propri tratti caratteristici, per esempio la destinazione del terreno circostante gli edifici in base alla sua estensione, alle caratteristiche geomorfologiche ed alle aspettative dei futuri residenti, ovvero la destinazione di determinati spazi comuni o la loro realizzazione ad hoc. Ma tutte le iniziative sono acco- munate dalle medesime linee guida fondamentali.

Ne elenchiamo le principali.

1. La Progettazione è partecipata

Normalmente i futuri abitanti partecipano direttamente alla progettazione del villaggio in cui andranno ad abitare scegliendo i servizi da condividere e come gestirli; nel caso delle iniziative da noi promosse gli aderenti potranno beneficiare della progettazione assistita, vale a dire che una volta individuato il luogo e raccolte le adesioni di massi- ma offriremo un progetto originario sul quale lavorare: ciò consentirà di ridurre sensibilmente i tempi di intervento.

2. Il Vicinato è elettivo

La comunità sono elettive, nel senso che aggregano persone dalle esperienze differenti, che scelgono di formare un gruppo promotore condolidandosi attraverso la formazione progressiva di una visione comune condivisa.

3. Le Comunità non sono ideologicamente connotate

A meno di partire dalla premessa di aggregare persone o famiglie che condividano un pensiero, un sentire, un credo religioso, degli interessi non sussistono principi ideologici, religiosi o sociali alla base del formarsi delle comunità coresidenziali, anche se appare evidente come di fatto ci si scelga funzionalmente ad una visione comune di base; allo stesso modo non vi sono vincoli specifici o penali per uscire dalle comunità coresidenziali.

KL - Villaggio nel bosco

4. La Gestione è locale
Le comunità di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, che si occupano anche di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni.

5. Le Strutture non sono gerarchizzate
Nelle comunità di cohousing si definiscono responsabilità e ruoli di gestione degli spazi e delle risorse condivise, generalmente in relazione agli interessi e alle competenze delle persone, ma nessuno esercita alcuna autorità sugli altri membri e le decisioni vengono prese in forza del consenso condiviso.

6. La Sicurezza

Il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, con forme alte di socialità e collaborazione, particolarmente idoneo per la crescita dei bambini e per la sicurezza dei più anziani.

7. Il Design e degli spazi per la socialità

La progettazione preliminare tiene conto dell’individuazione e dell’organizzazione degli spazi destinati a facilitare lo sviluppo dei rapporti di vicinato incrementando il senso di appartenenza ad una comunità.

8. I Servizi a valore aggiunto

La formula del cohousing, indipendentemente dalla tipologia abitativa, consente di accedere, attraverso la condivi- sione, a beni e servizi che per il singolo individuo avrebbero costi economici alti.

9. Gli Spazi Sacri

Ovvero la privacy: l’idea di un cohousing sano e integro è quella che permette di coniugare i benefici della condivisione di alcuni spazi e attività comuni, delimitando con precisione i confini, anche fisici, tra questi e quelli individuali: l’abitazione ed i ritmi e tempi di vita di ciascuno dei residenti.

10. I Benefici economici

La condivisione dei beni e dei servizi, riducendo gli sprechi ed il ricorso a fornitori esterni, nonché favorendo l’acquisto collettivo di beni ed attrezzature, consente di risparmiare sui costiordinari: pensiamo ad un locale adibito a lavanderia oppure ad un forno per la preparazione comune di pane, pasta ed altri consimili prodotti, o ancora ad un luogo comune per l’approntamento di conserve alimentari o, infine, ad un parco veicoli di proprietà ed uso comune.

Negli agglomerati in cohousing la dimensione delle abitazioni è generalmente inferiore, a parità di utilizzo, rispetto alla media delle normali abitazioni; oltre a contenere i costi complessivi dell’intervento – poiché a carico di ciascun proprietario vi è anche una quotaparte della spesa per la realizzazione degli spazi collettivi – tale caratteristica favorisce un più intenso utilizzo delle aree comuni.

Un progetto di cohousing prevede abitualmente la presenza di un numero variabile da 20 a 40 famiglie, o comunque unità, ma i progetti da noi proposti saranno destinati, salvo casi particolari, ad un massimo di venti unità: ciò per con- sentire una significativa integrazione tra gli abitanti e l’agevole sviluppo delle sinergie necessarie alla condivisione. Anche sulla base di precedenti esperienze abbiamocalcolato che in tal modo si possono gestire gli spazi comuni in modo ottimale ottenendo risparmi economici e benefici di natura ecologica e sociale.

Le nostre proposte di cohousing sono all’insegna di una strategia ecosostenibile, anche relativamente alla progetta- zione ed all’utilizzo dei materiali, all’adduzione dell’acqua, agli impianti termici, alla produzione ed all’utilizzo dell’energia elettrica, nonché relativamente alla questione dei rifiuti: tendenzialmente preferiamo riciclare piuttosto che differenziare.

Riteniamo inoltre che l’uomo abbia già sottratto sin troppi spazi alla Natura, tanto è vero che esistono tuttora milioni di metri cubi inutilizzati; non prevediamo pertanto di edificare nuove volumetrie ma di recuperare luoghi esistenti ed abbandonati, nelle città, nelle campagne ed in località collinari o montane. Se ciò da un lato comporterà una bassa incidenza economica per l’acquisto del luogo, dall’altro le tecniche adottate ed i materiali impiegati faranno sì che i costi finali non saranno molto diversi da quelli del mercato immobiliare ordinario.

Quelle da noi proposte, infine, saranno idealmente Comunità tendenti all’autosufficienza e, per quanto possibile e senza disconoscere la realtà circostante, all’autosostentamento; vale a dire che non sussisteranno preclusioni a for- mulare i progetti affinché i residenti che aspirano a svolgere un’attività nell’ambito dei complessi: agricoltura, arti- gianato, gestione di eventuali strutture destinate all’ospitalità o alla ristorazione, medicina non allopatica e discipline olistiche vi trovino spazi adeguati.

Partendo da solide basi, dalla consapevolezza di un impegno lavorativo ed economico destinato a protrarsi nel tempo e dall’aspirazione ad uno stile di vita rallentato ed attento ai bisogni veri di economia di scala e condivisione si cree- ranno le premesse per un’esperienza sicuramente gratificante.