Ovvero: come risparmiare, ridurre i rifiuti ed avere uova freschissime. Gratis o quasi…

Barsac è una cittadina della Gironda, sulla riva sinistra della Garonna, conta circa 2.000 abitanti ed il suo sindaco, Philippe Meynard, per ridurre gli oneri di smaltimento dei rifiuti organici, ha avuto un’idea geniale: ha donato una coppia di galline a circa 150 famiglie. La decisione, solo apparentemente bizzarra,  origina da un calcolo preciso: in un anno ogni coppia di volatili mangia circa 300 kg di rifiuti alimentari domestici (pane secco, scarti di frutta e verdura, persino piccole ossa) produce 400 uova e una discreta quantità di escrementi, utilizzabili come ottimo concime per gli orti familiari.

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Le famiglie che hanno ricevuto le galline si sono impegnate a tenerle per un biennio, curandole e non mettendo galli nei pollai. Potranno vendere le uova eventualmente eccedenti il consumo familiare al mercato locale.

L’idea, che consentirà alle casse comunali un risparmio di almeno 5.000 euro l’anno, ha riscosso successo, tanto è vero che è stata ripresa da altri comuni della zona.

Fin qui la notizia. L’iniziativa, simpatica ed a suo modo grandiosa come tutte le cose semplici, si sintonizza a pieno titolo con il nostro sentire in materia di ecosostenibilità. Ma non stupisce se esaminiamo il pabulum che l’ha generata. Barsac non è una città qualsiasi, vi si produce uno dei vini più famosi al mondo con metodi rigorosamente biodinamici, con la parassitosi delle vigne debellata attraverso una delle tecniche più semplici e naturali che si conoscano: piantando rose accanto alle viti e contronandole con aglio.

La città dà il nome al Barsac AOC, equivalente alla nostra IGT, vino bianco dolce che può fregiarsi dell’appellativo di Sauternes Barsac e che include il Crescite Prima Château Climens e il Château Coutet.

Si ritiene che la viticoltura francese abbia origini romane. I vini dolci e muffati erano anticamente molto ricercati e diffusi, essendo particolarmente apprezzati dai Greci dai quali i Romani mediarono stili e tecniche. La tecnica enologica ed il gusto si sono evoluti nel corso del tempo, privilegiando vini secchi che in anticamente non sarebbero stati probabilmente apprezzati. Ma la preferenza per i vini dolci, unitamente al loro fascino ed eleganza, gode ancora di largo consenso da parte degli appassionati e la Grecia, cui va riconosciuto il merito di avere contribuito alla diffusione ed all’apprezzamento di questi vini, produce ancora interessanti qualità: fra i più celebri il Moscato di Samos, prodotto nell’isola omonima, e quello di Patrasso, entrambi da uva Moscato bianco. Un altro vino che ha goduto di ampia fama in antichità è il Commandaria, un dolce da uve Mavro e Xynisteri che può anche essere fortificato ed è oggi considerato una rarità: viene prodotto nell’isola di Cipro, si dice che il vitigno fosse stato introdotto, portandolo dalla Terrasanta, dai Templari.

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