E’ partita a Lecco la raccolta di firme per una delibera d’iniziativa popolare perché la gestione idrica sia pubblica: a due anni dal referendum, la gestione pubblica del servizio idrico su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti sarebbe a rischio in quanto il 14 maggio scorso la maggioranza dei sindaci lecchesi ha deciso di affidare per 20 anni la gestione dell’acqua alla società Idroservice facente capo al gruppo Lario Reti Holding il cui obiettivo, come per tutte le società di diritto privato, è conseguire utili. La scelta, in contrasto con il voto espresso da 27 milioni di cittadini il 12 e 13 giugno 2011, oltre 138.000 dei quali in provincia di Lecco, non consente il controllo diretto da parte dei Comuni.

Manifestazione a Lecco
La proposta del Comitato lecchese per l’Acqua pubblica è pertanto quella di costituire un’Azienda Speciale, Ente di diritto pubblico non privatizzabile che non risponde alla logica del profitto, pienamente controllabile dai Comuni e il cui affidamento sarebbe pienamente legittimo, in paerto contrasto con la nomina di Idroservice in quanto Ente di diritto privato portato a conseguire profitti, sul quale Comuni e i Consigli comunali non esercitano nessuna forma di controllo diretto ed il cui affidamento, indicato come potenzialmente illegittimo, può essere fonte di possibili ricorsi.

In sostanza, la proposta del Comitato verte su un servzio idrico affidato ad un’Azienda speciale consortile di diritto pubblico, collocata fuori dalle logiche del mercato, partecipata e controllata attivamente dalle amministrazioni comunali e dalle rispettive cittadinanze. Una scelta considerata l’unica coerente con la volontà popolare espressa nel Referendum del 2011. Per realizzarla, il Comitato ritene indispensabile una grande mobilitazione popolare che sostenga la nostra di delibera al Consiglio Provinciale, considerato il soggetto chiamato ad esprimersi definitivamente, rispettando la dignità ed il voto espresso dai cittadini e garantendo una gestione veramente pubblica del servizio idrico.

In margine alla notizia riteniamo doveroso precisare che, in sintonia con quanto attuato da numerose amministrazioni comunali in ogni parte d’Italia, anche il Comune i Lecco ha varato un progetto finalizzato a promuovere l’utilizzo dell’acqua pubblica di qualità tramite impianti per l’erogazione di acqua naturale e frizzante: un’acqua buona, controllata e sicura, microfiltrata, declorata, sterilizzata e raffreddata, distribuita non a caso per mezzo di bottiglie in vetro anzoché in plastica e denominato Casa dell’Acqua ed attuato mediante cinque distributori pubblici, l’ultimo dei quali inaugurato lunedì 4 febbraio 2013 in via Nullo, presso il Circolo Canottieri e che si aggiunge a quelli già attivi in via Magenta (Zona V Alpini), via Sora (Zona San Giovanni), lungolario Piave (Zona Caviate), in attesa dell’apertura dell’ultimo previsto, in piazza delle Nazioni (Zona Rivabella).

Per parte nostra non possiamo che notare come la proposta del Comitato lecchese sia in sintonia con il nostro sentire: l’acqua è e rimane pubblica – lo afferma del resto la legge – mentre la gestione del servizio distributivo può essere affidata ad una Società di proprietà dei diretti utilizzatori, che si troverebbero così, in un clima di democrazia partecipata, ad essere contemporaneamente azionisti e controllori, a garanzia dell’efficacia e della salubrità del servizio, nonché delle sue tariffe

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