Il giorno 10 dicembre il Ministero dell’Interno ha dichiarato valide nella misura del 96,65 per cento le firme raccolte nel nostro Paese nell’ambito dell’iniziativa popolare ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei, finalizzata a statuire che l’acqua sia considerata bene pubblico. Le 65.223 firme italiane (ben superiori al minimo pro-quota di 54.750 fissato per il nostro Paese) si aggiungono così a pieno titolo a quelle raccolte in Spagna, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Germania, Slovacchia, Slovenia, Grecia, Lituania e Finlandia pari a 1 milione 600mila.

Dell’ICE avevamo parlato la scorsa estate: è un validissimo strumento, purtroppo non ancora conoscuto come merita, che permette ai cittadini europei, raccogliendo almeno 1 milione di firme in 7 stati membri, di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’Unione Europea invitando la Commissione a presentare una proposta legislativa. L’ICE per l’Acqua, la prima a concludere il suo iter di presentazione, era stata presentata in Italia dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Lo stesso giorno di emissione del parere di validità delle firme, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha incontrato a Roma il rappresentante italiano della Commissione Europea per esprimere la soddisfazione per questo primo risultato e per chiedere che la Commissione si pronunci ora positivamente sulle 3 questioni poste dall’ICE:

– che l’accesso all’acqua potabile sia considerato un diritto umano universale in tutta Europa
– che il servizio idrico non possa essere privatizzato
– che questi principi siano assunti dall’Unione Europea nella definizione dei trattati internazionali.

In margine a questa confortante notizia segnaliamo che qualcosa si sta già muovendo: nelle prossime settimane i sindaci della provincia di Reggio Emilia saranno chiamati a decidere che forma dare alla nuova gestione pubblica dell’acqua, funzionalmente a quanto i cittadini espressero con il referendum nazionale del 2011. L’acqua deve essere gestita in modo totalmente trasparente, senza logiche di profitto e con la maggiore partecipazione possibile. Secondo alcune correnti di pensiero l’Azienda Speciale è il sistema migliore per farlo, mentre secondo altre sarebbe altrettanto valida la SpA, quando non addirittura la Srl, purché si obblighi statutariamente a reinvestire eventuali profitti a beneficio degli utilizzatori del servizio erogato.

il mio voto
Alla fine dello scorso anno i sindaci della provincia di Reggio Emiia presero una decisione coraggiosa, coerente con l’esito del referendum e con la volontà dei cittadini, quella di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico sino a quel momento affidata ad una società privata. E tutt’altro che casualmente tale decisione venne definita come una proposta che guarda alle nuove generazioni.

Rammentiamo che con il primo referendum i cittadini italiani hanno deciso che fosse abolito l’obbligo di privatizzare l’erogazione dei servisi idrici, mentre con il secondo hanno scelto che la gestione dell’acqua rimanesse restare fuori da logiche di profitto. Profitto, è la nostra opinione, non significa solo conti in pareggio ma anche perseguimento di obiettivi ambientali attraverso la riduzione dei consumi, sociali mediante il contenimento della tariffa e politici favorendo la trasparenza e la partecipazione dei cittadini.

Chiariamo, per concludere, che il Forum dell’Acqua è un organismo poco più che consultivo, ma riteniamo che per gli amministratori pubblici ed i gestori di servizi idrici costituisca un punto d’onore, nonché una inequivocabile manifestazione della volontà di trasparenza e condivisione, informarne i suoi esponenti delle ipotesi di studio, dei progetti e delle scelte, particolarmente in questo momento delicato e per certi versi pionieristico.